La depressione reattiva in adolescenza

La depressione reattiva in adolescenza


La depressione reattiva è riconducibile a un fattore esterno ben preciso e identificabile in un evento traumatico. Come negli adulti anche negli adolescenti, i sintomi della depressione possono essere nascosti o mascherati da altre condizioni che sembrano non avere niente a che fare con la profonda sofferenza che si sta attraversando (abuso di alcool e droghe, insuccesso o blocco a livello scolastico, stati di irrequietezza, di iperattività, anoressia, bulimia, insonnia, ansia ecc.). La psicoterapia della famiglia è un approccio in questi casi fondamentale per ricercare le cause che hanno portato lo stato depressivo nell´adolescente aiutandolo ad elaborare eventuali perdite o conflitti ancora aperti.

La depressione, considerata in passato una malattia mentale piuttosto rara, a partire dagli anni ’80 si è diffusa in Occidente con la rapidità di un’epidemia.

Le nuove generazioni ne sembrerebbero colpite in misura crescente. Il Prozac e gli altri inibitori della serotonina sono stati presentati come farmaci miracolosi: la tristezza è diventata una malattia dovuta ad uno squilibrio biochimico del cervello che può essere curata, così come viene curata l’ipertensione e il diabete. Sei in difficoltà con gli insegnanti? Con i tuoi amici? Ti senti a disagio con l’altro sesso? Ti senti angosciato perché sei stato lasciato? Prendi il Prozac e tutto si appianerà. Questo è il messaggio che arriva ai nostri ragazzi. Questo è il messaggio che spesso impedisce ai genitori , agli educatori, ai medici di capire nel profondo gli adolescenti e di aiutarli non attraverso “la pillola”.  Con gli adolescenti è  estremamente importante distinguere tra la depressione transitoria (legata ai processi di crescita) e la depressione reattiva (che si può verificare in seguito ad eventi ben precisi, per colmare il senso di vuoto lasciato dalla perdita di un membro significativo della famiglia, da situazione di divorzio e di grave conflitto coniugale dei propri genitori, da un fallimento scolastico e forte svalutazione nel sistema di coetanei,  da abusi e condizioni di deprivazioni fisiche e psicologiche, dalla fine di una relazione sentimentale ecc.).
Questo tipo di depressione è riconducibile a un fattore esterno ben preciso e identificabile in un evento traumatico. Come negli adulti anche negli adolescenti, i sintomi della depressione possono essere nascosti o mascherati da altre condizioni che sembrano non avere niente a che fare con la profonda sofferenza che si sta attraversando (abuso di alcool e droghe, insuccesso o blocco a livello scolastico, stati di irrequietezza, di iperattività, anoressia, bulimia, insonnia, ansia ecc.). Il dolore di un adolescente si esprime raramente in modo esplicito e diretto; ma al contrario i canali attraverso i quali emerge si possono manifestare attraverso  la fuga ( l’isolamento a scuola come fuga dagli altri, la propria stanza come rifugio, il tentativo di suicidio come fuga dal mondo ecc.) e la violenza (attraverso gesti distruttivi verso la famiglia o la società, oppure contro se stessi.).Ne deriva una perdita della gioia di vivere con un insieme di sintomi che non possono più venire sottovalutati. Spesso la famiglia si trova in serie difficoltà nell’ascoltare il grido disperante del proprio figlio/a e tende più a favorire dipendenza e protettività.
Per questo spesso la famiglia necessita di un aiuto esterno di uno psicoterapeuta. La sofferenza dell’adolescente diventa così un disagio dell’intero sistema familiare. Grazie alla psicoterapia familiare, è possibile accogliere non solo il “sintomo” dell’adolescente ( che viene ascoltato e non fatto tacere con il Prozac e i suoi derivati) ma  attraverso la storia di ogni membro familiare si svelano i modelli relazionali disfunzionali (ovvero tutto ciò che in quella famiglia contribuiva al disagio dell’adolescente ) e si lavora con la famiglia alla ricerca delle cause che hanno portato lo stato depressivo nell’adolescente aiutandolo ad elaborare eventuali perdite o conflitti ancora aperti.
Il modello tri-generazionale (figli/genitori/nonni) diviene fondamentale per scoprire le dinamiche familiari presenti perché le qualità delle relazioni di coppia attuali (come quelle tra genitori e figli) sono fortemente correlate alle qualità delle relazioni di ciascun coniuge con le proprie famiglie d’origine. Il comportamento di un adolescente va letto all’interno di queste dinamiche complesse e la depressione di quest’ultimo va osservata e trattata di conseguenza.  Questo intenso lavoro terapeutico favorisce il cambiamento in tutta la famiglia, creando nuovi equilibri familiari, permettendo all’adolescente e a tutta la sua famiglia di sperimentare un nuovo modi di rapportarsi (più sano e funzionale), anche con le generazioni precedenti . L’adolescente quindi con l’aiuto della famiglia e della terapia (non senza fatica e sofferenza) ritrova finalmente la propria vera identità liberandosi finalmente di ruoli e funzioni non adeguate alla propria crescita.


Pubblicato il 26/05/2015
Scritto da Balzani Sonia